Buona serata

Immagine presa dal web

I programmi, si sa, sono fatti per essere fatti e disfatti.

Stamattina non sono uscita a camminare perché sono andata al supermercato a prendere le cose che mancavano prima che la Lombardia diventi arancione.

Con i dati che ci sono non mi aspetto altro.

E, oramai, mi sono rassegnata.

Se dovessimo cambiare colore devo trovare un percorso alternativo da fare per camminare un po’, dato che non si può uscire dal paese se non per necessità, salute o lavoro.

La cosa che mi scoccia un po’ è che avevo appena ripreso.

Ma pazienza, spero che tra una quindicina di giorni i contagi scendano e la Lombardia torni zona gialla.

Per il resto le cose vanno avanti.

Ogni giorno prego per avere un po’ di pace ma sembra che non sia più possibile averla a casa mia.

E, da una parte, sono sicura che le persone ci marcino sopra dato che mia mamma non direbbe mai a nessuno di levarsi di torno perché ha stancato.

In questo è troppo brava, per quello che mi riguarda.

Io avrei già iniziato a dire di no almeno tre settimane fa.

Ma non siamo tutti uguali, per fortuna, e la parte più socievole della famiglia, a dire la verità, non sono io.

Primo giro della stagione – Cene – Vall’Alta – Fiobbio – Albino – Comenduno – Cene

Foto mia presa da Adidas Running – Chiesa di Fiobbio (Albino – Bergamo) – 25 febbraio 2021

Il primo giro della stagione.

Sono partita un po’ tardi quindi mi sono fermata alla prima tappa del percorso.

Domattina partirò un po’ più presto e proseguirò ancora per qualche chilometro.

Sono stanca, un pochino.

Ma rigenerata.

Il tempo è quello che è ma nel mentre che cammino mi fermo anche a fotografare quello che vedo in giro e che mi piace.

Ma la mia non è una camminata da corsa contro il tempo.

E’ uno stare all’aria aperta cercando di consumare calorie e perdere peso.

E io, per essere il primo di molti giri a piedi che mi concederò se non torneremo in zona rossa, sono decisamente soddisfatta.

Questo è il mio buongiorno.

Che possiate passare una felice giornata!

Sailing – Rod Stewart

Quando è morto il proprietario del panificio in cui lavoravo qualche anno fa, il parroco, al suo funerale, ha cantato la canzone italiana di Sailing di Rod Stewart.

Io per un bel periodo non sono più riuscita ad ascoltarla perché ogni volta mi veniva in mente Pietro e il fatto che lui, dall’oggi al domani, non c’era più.

Per me la sua morte è stata uno choc.

Il sabato mattina è arrivato in negozio, alle 6.45 e mi ha detto: “Hai visto, non sono morto!”

Il lunedì mattina, alle 5, mi hanno chiamato a dirmi di non andare a lavorare perché Pietro non c’era più.

Ancora oggi, a distanza di quasi sei anni, mi viene la pelle d’oca.

Pietro era un personaggio straordinario.

Non ha mai voluto essere il capo, ha sempre voluto essermi amico.

Mi ha dato in gestione il suo negozio ed era soddisfatto della scelta.

Ci penso spesso a quel periodo felice.

E rimpiango il fatto che non ci sia più.

Avrei avuto il lavoro a vita, un lavoro che mi piaceva e un posto in cui mi trovavo bene.

Almeno fino al 2 marzo 2015.

So che lui, da lassù, ogni tanto guarda giù.

E io, da qui, non posso che alzare gli occhi al cielo e con una lacrima salutarlo.

Buon pomeriggio

Immagine presa dal web

Stamattina io e le mie gambe doloranti siamo andate a lavorare.

In alcuni momenti mi è sembrata una mattinata eterna, ma in altri mi è volata via.

Ho pulito il negozio, lavato le cose nel lavandino e ho finito alle 12.30 al posto delle 12.

Buona cosa per quello che mi riguarda.

Quando sono uscita sono andata a trovare Papà.

Dato che la vita è imprevedibile e non sai mai se quello che hai programmato effettivamente lo farai, per non rischiare di mancare la mia visita al Cimitero, sono andata prima di pranzo e non dopo come avrei fatto di solito.

Papà mi ascolta sempre, lo so.

Non mi risponde se gli faccio una domanda ma so che, se gli chiedo aiuto, lui me lo da a modo suo.

E, anche per questo, lo sento sempre vicino.

Certo non è la stessa cosa che averlo qui, ma sentirlo così vicino è comunque qualcosa di piacevole.

Un anno fa, come oggi, iniziava l’odissea in quel della Val Seriana.

Prima la chiusura dell’ospedale di Alzano, poi la riapertura e un finimondo incredibile.

Mi ricordo che era domenica e io ero a casa della Nonna.

A distanza di 366 giorni è martedì e la Nonna è a casa mia.

Come cambiano le cose.

Vorrei ricordare oggi, in modo particolare, ma poi io li ricordo sempre, tutti coloro che ho conosciuto e che se ne sono andati a causa di questo maledetto virus e di altre cause.

Un saluto per ognuno di loro.

Ma in particolare alle mie zie, al cugino di Papà e alla mamma di mio zio.

Un abbraccio particolare a loro che nel giro di 15 giorni se ne sono andati in un mondo migliore (si spera) di questo.

A voi un abbraccio grandissimo e un buon pomeriggio.

Buona giornata

Immagine presa dall’app Allenamento cyclette – 22 febbraio 2021
Immagine presa dal mio Health – 22 febbraio 2021

Stamattina ho deciso di riprendere a fare esercizio fisico.

Un po’ perché nell’ultima settimana ho esagerato con le cose da non mangiare, un po’ perché sono a un passo dall’esaurimento nervoso.

E dato che non ho voglia di ammalarmi di nuovo è meglio che corro ai ripari e cerco di allontanare quel senso di nervosismo che ho addosso da quasi tre settimane a questa parte.

La vita con la Nonna è cambiata.

Non per colpa sua, a noi averla qui fa piacere.

Ma c’è chi viene tutti i giorni a trovarla (e tra l’altro non è tra i miei parenti preferiti) senza avvisare.

Come se potesse fare quel cavolo che ha voglia.

E io non ce la faccio più.

Rimpiango la calma ce c’era a casa mia prima di questo evento.

Siamo ancora in piena pandemia, ci sono ancora tantissimi contagi.

Ma la gente non capisce, fa come gli pare.

Io non ho voglia di riprendere il covid.

Una volta è bastata e anche avanzata.

E io sono sempre stanca.

Non so se sia stanchezza psicologica, fisica.

Sono sempre esausta.

Poi dormo male, non ho molta fame.

Sono sempre nervosa.

Cosa che da un po’ di tempo non mi capitava, dato che avevo anche smesso di stringere i denti.

Ma ora tutto è tornato.

Grazie all’ignoranza di certe persone.

A voi buona giornata…

 

Buona domenica

Immagine presa dal web

Sono giorni un po’ tristi questi ma prima o poi passeranno.

Giovedì è morta una bambina, nel mio paese.

Tre anni, affetta da Tay Sachs, una malattia neurogenerativa rara.

Qui, se volete, potete leggere la sua storia (https://www.valseriananews.it/2020/01/31/tay-sachs-infantile-unico-caso-in-italia-e-la-piccola-lia/).

E’ la figlia di una mia ex compagna di scuola.

Ho seguito ogni momento che loro condividevano su una pagina facebook, ogni passo.

Sapevo, come lo sapevano i genitori, che non c’erano speranze.

La Tay Sachs non ha cure e se i bambini la prendono nei primi sei mesi di vita hanno al massimo 5 anni a loro disposizione.

La piccola Lia di anni ne ha avuti 3 e i suoi genitori, grandissimi, per quello che penso, hanno fatto di tutto per fare in modo che il tempo che avesse lo passasse meglio che poteva.

Hanno cercato di renderla felice nonostante tutti i problemi che avesse.

Non si sono mai arresi, hanno dato una lezione di vita a tutti quanti.

Una lezione difficile da dimenticare.

Venerdì sono andata a fare la visita alla bimba.

Daiana ha detto che sembrava una bambolina, tanto era bella.

Io non sono riuscita a trattenermi, a un certo punto sono scoppiata in lacrime.

E la mamma di Lia mi consolava, invece di essere il contrario.

Queste cose non dovrebbero succedere.

I bambini dovrebbero essere felici, liberi di vivere la loro vita, giocare, cantare, correre.

Ma ogni tanto succedono queste cose, che fanno male.

Ho sempre provato tristezza per le storie che mi capita ogni tanto di leggere.

Questa, che ci ha colpito più da vicino, dato che conosco la famiglia della mamma, mi ha destabilizzato.

Sapevo che sarebbe successo ma non pensavo così presto.

Ciao Piccola Lia, ora corri felice e stai vicina ai tuoi genitori e alla tua sorellona.

Loro, ora, hanno bisogno di te.

Sii felice lassù e goditi ciò che il destino, su questa terra, ti ha tolto.